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Il villaggio di Mkalala. Un
villaggio la cui società era molto unita e chiusa in unico fardello
di povertà. Lugola era il presidente di questo fardello. Un
fardello ai cui contenuti era stato assegnato un piccolo posto sulla
montagna per far riposare le loro ossa dopo essere stati succhiati
da grasse cimici. Per tutto il mese scorso, Lugola non si era
visto nel villaggio, e tutti sapevano che era in cura a Kasogo - il
capoluogo del Distretto, circa cinquanta miglia dal
villaggio.
Sono pochi gli abitanti di Mkalala che potevano
distinguere le due bandiere che sventolavano lì; inoltre non
vedevano alcuna differenza fra queste bandiere e quelle dei loro
gruppi di danzatori e suonatori. Dopo l'insuccesso della
stregoneria degli europei nel curare la malattia di Lugola e il suo
ritorno a casa, molti abitanti del villaggio credettero che sarebbe
guarito. Il giorno seguente al ritorno, la sua malattia era
argomento di conversazione per molte persone soprattutto a proposito
di Mgole - sua moglie, e i suoi due figli, Msusa e Kalenga, che ora
erano adulti. I medici non avevano sbagliato e il timore della
gente era fondato, perché fu questo secondo giorno, dopo cena, che
Mgole andò a svegliare i figli che dormivano nella loro capanna.
Mgole non aveva tempo per andare fino alla capanna. Uscì soltanto e
chiamò: 'Msusa! Kalenga! Venite presto!' Queste parole furono
sufficienti. I figli uscirono di corsa e con grande preoccupazione.
Fuori, il silenzio dominava l'oscurità e l'oscurità dominava le
grida dei pochi ubriachi che si sentivano lontani. Questi giovani
entrarono nella camera dove giaceva ammalato il loro padre.
Guardarono, e capirono.
La camera era dominata dagli amici di
Lugola che ora non si vedevano bene; amici che sono amici di molte
persone. Questi amici, che capivano i problemi dell'ammalato -
problemi di un povero - erano lucertole che ora si erano rintanate
nelle fessure della casa; questi amici erano ragni che ora stavano
in silenzio negli angoli della casa; e pipistrelli che erano
abituati a ridurre all'ammalato il numero di zanzare. Dopo un
lungo silenzio, i pipistrelli che si dondolavano sul tetto
cominciarono a muovere le loro orecchie alle parole 'morte’ e
'povero’ che cominciarono ad essere pronunciate dai figli del
malato.
Penserai che quando usciranno da qui andranno nelle
grandi case dei ricchi a sussurrare loro questo segreto della
difficoltà della vita per la gente povera. Forse potrebbero, se
queste case non fossero fornite di grate metalliche alle finestre. I
ragni anche loro cominciarono a muovere le zampe fra le reti per far
vedere al malato e alla sua famiglia come erano stati imbrigliati
dal loro sistema sociale. I ragni completarono il loro messaggio con
un acrobatico dondolio sui fili. Invece le lucertole fra le fessure
dormivano su di un lato, con un occhio che guardava verso il luogo
dove giaceva il malato. Una debole luce di una lampada ad olio, che
permise agli insetti, animali e visitatori di vedersi, fece sì che
gli occhi di queste lucertole brillassero fra le fessure come
piccoli grani. I pipistrelli, i ragni e le lucertole - questi erano
gli amici di Lugola, ed anche amici dei poveri e della povertà.
Erano questi che li ascoltavano, li andavano a trovare, e vedevano e
capivano i problemi dei poveri. Anche altri suoi amici, che forse
erano proprio quelli che avevano causato la sua malattia fisica, si
erano nascosti. Questi amici sono le cimici che si nascondevano fra
le trame del letto e nei nodi delle corde, che si erano allentati
facendo sì che l'ammalato stesse come in una buca; questi amici
erano i pidocchi nel lenzuolo logoro dell'ammalato; e le zecche che
si affannavano nella polvere della casa. Questi amici stavano ancora
sforzandosi di succhiare il sangue dell'ammalato per l'ultima volta,
prima che fosse indurito dalla morte. Cimici, pidocchi e zecche -
questi erano amici - nemici di Lugola, amici del povero e della
povertà. E per molto tempo i poveri erano ancora ingannati da una
filosofia senza fondamento - che questi amici sono segno di
ricchezza. Questa è la situazione che c'è ancora nella nostra
società. Vi sono amici dei poveri che sono nel primo gruppo e quelli
che si trovano nel secondo.
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